Ombre e silenzi - Alfio Di Salvo - copertina
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Ombre e silenzi
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Descrizione


"Ombre e silenzi" è una raccolta poetica che si muove tra le pieghe del quotidiano e l’eterno, un viaggio interiore che tocca le corde più profonde dell’anima. I testi spaziano dalla poesia d’amore alla riflessione sociale, dalla contemplazione della natura all’evocazione storica e mitologica. Con un linguaggio che affonda le radici nella grande tradizione italiana – da Dante a Leopardi – e una sensibilità lirica che sa essere insieme classica e moderna: versi che parlano di memoria, identità, caduta e speranza. Ogni poesia è un piccolo affresco, un ritratto dell’umano in bilico tra disillusione e sogno, tra decadenza e rinascita. Tematiche forti come l’amore materno, il senso della patria, la morte, la spiritualità, l’eros, la giustizia sociale e la malinconia del tempo si fondono in una voce coerente, nostalgica ma vitale, che guarda al passato con rispetto e al futuro con ardente consapevolezza.

Dettagli

8 agosto 2025
118 p., Brossura
9791280429575

Valutazioni e recensioni

  • Elisa
    Una silloge stupenda: impegnata, colta e raffinata

    La raffinata e aulica silloge "Ombre e Silenzi" dell'autore Alfio Di Salvo è una raccolta di poesie che parlano di storia, spiritualità, eroismo, amore e pace. Il libro è suddiviso in sei sezioni (Memorie e Identità; Amore, Eros e Perdizione; Madre, Figli, Famiglia; Canto Civile e Disincanto; Visioni e Misticismo; L'Ultimo Grido: Poesie Testamento) e si apre con una citazione del filosofo Ermete Trismegisto (dall'epiteto del quale, unito al termine sanscrito che indica il valore e la virtù, l'autore ha ideato il proprio pseudonimo) per indicare il carattere ispirato e di ricerca spirituale e di saggezza della raccolta. Il primo componimento, dal virgiliano titolo "Tempus Fugit", richiama numerosi temi oraziani e proustiani e profuma di una nostalgia pascoliana che rievoca la fanciullezza spensierata, incorniciata dal gelso in fiore. L'autore si identifica come poeta "maledetto" a cui vengono preferiti scrittori più commerciali e meno impegnati. Il linguaggio alto, ricco di termini ricercati, neologismi e dantismi e la sapiente musicalità dei versi, data da rime e allitterazioni, caratterizzano lo stile di queste poesie che hanno in sé la potenza e la maestosità classiche. Il poeta canta dell'eroismo di grandi figure del passato come Alessandro e Cesare, ma anche di figure contemporanee come Bettino Craxi e Valentino Rossi. Sottolinea poi l'importanza della fratellanza e della sorellanza, sia tra persone, sia tra stati (in numerosi componimenti viene evidenziata la vicinanza culturale e storica di Italia e Russia, ora divise). Roma, Napoli e la Sicilia vengono decantate in tutta la loro bellezza e ricchezza culturale in raffinate poesie colme di amore per la storia. "Questa è Sicilia. Terra di mare. Questa è Sicilia. Terra da amare." Nelle poesie d'amore, straripanti di passionalità e romanticismo, il poeta cita Dante, "Amor ch’al cor gentil ratto s'apprende", "L'amor che move il sole e l'altre stelle", usando quest'ultima citazione anche per la poesia dedicata alla madre. L'importanza dell'abbraccio sia nell'amore, sia come gesto fraterno è magnificamente celebrata in numerose poesie. La passione, vista come fuoco che mai si spegne e che rende indimenticabili le sere d'estate, viene descritta in poesie che trasportano ed emozionano profondamente. Nella poesia, già menzionata, dedicata alla madre, il poeta ne sottolinea l'amore incondizionato, che tutto si dà e che crea gioia infinita. "Tu che non chiedi mai, ma tutto dai, tu che nel buio sei luce che resta, che plachi il mondo col sol sguardo a te s'inchina il figlio, e mai saprai quanto la tua presenza sia la festa che nel cuore porto e guardo." Magnifica la poesia che l'autore dedica alla figlia, di cui riporto i versi che più mi hanno colpita: "E sorrido se ti penso. Io ti ho dato un nome E tu mi hai dato un senso." La poesia civile contro ogni guerra è preponderante in questa raccolta e vibra di umanità e desiderio di far cessare subitaneamente ogni conflitto. "Dimmi, comandante. Dimmi, generale. Quanti ancora? Quanti corpi tra le macerie, quanti giovani inghiottiti dal fuoco, quanti nomi incisi sulla pietra prima che la guerra muoia?" "Io disertore resterò, straniero alla follia dei re senza corona. Poiché la vita è l’unica bandiera, e la mia patria è il grido dei giusti." "Ogni guerra è un suicidio lento dell’umanità tutta." Citando nuovamente Dante, il poeta, con versi colmi d'amor patrio, esorta l'Italia a tornare alla bellezza e al lustro del passato, perché culla di cultura e coraggio. "Sorgi, o Italia, risveglia il tuo foco, non più serva né preda di re vili, ché Dante già disse con verbo di fuoco: "Ahi serva Italia, di dolore ostello!" Che il sole torni a bagnar i tuoi campi, che il mar t’abbracci con soave canto, che tu risorga, e i traditor codardi tremando, alfin, spariscan nel lor pianto! Non sia più vano quel grido d’onore, né resti spenta la fiamma sovrana, ché mille spirti tornano in ardore, a far rifulgere l’Italia romana!" Richiamando la poesia di Guittone D'Arezzo "Ahi lasso, or è stagion de doler tanto" e la tematica del film di Charlie Chaplin "Tempi moderni", l'autore dipinge una realtà buia in cui la bellezza viene continuamente oscurata dalla violenza, dalla prevaricazione e da politiche che creano divisioni a discapito della popolazione. Nella splendida dedica alle donne, il poeta vede nelle virtù femminili una chiave per un mondo nuovo, improntato alla fiamma creatrice e non a quella distruttrice. "Madri e sorelle, amanti e sante dive, di voi si tesse il cielo e l’universo, eterne stelle, forti e pur schive, siete il respiro stesso dell’immenso. Dunque io vi canto, fiamme senza velo, sublime moto e linfa d’ogni sorte, ché voi portate il sogno e il gran flagello, ché voi sfidate il tempo e pure la morte." Nelle poesie più introspettive, Di Salvo canta del susseguirsi delle stagioni paragonate ai moti dell'animo e guarda verso una luce spirituale, a un battito profondo che profuma di eternità. "E se un giorno mi cercherai, non guardare la terra né il marmo freddo— ma nel battito silenzioso delle cose eterne, dove la morte non ha potere, dove nulla davvero finisce." Col meraviglioso verso "Verrà il giorno, e avrà l’occhio severo" l'autore richiama la poesia "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" di Cesare Pavese, poeta mistico e crepuscolare. Di Salvo scrive per risvegliare gli animi: "Perché se anche una sola coscienza si sveglierà da queste righe, allora non avremo scritto invano." e con "L'ultima poesia" verga il suo testamento poetico in un grido di pace che scuote e commuove. "Ma non perirà mai il mio spirito! La mia poesia vivrà tra le macerie, germoglierà dalle ceneri come un fiore, un canto di speranza per un avvenire migliore. Ai fanciulli di Gaza, ai fratelli del mondo, lascio quest’ultima poesia, il mio grido di dolore. Lottate per la pace, per la libertà, ché la guerra non spezzerà mai la dignità. Un dì, la mia voce risuonerà franca, quando il ciel di Gaza tornerà azzurro come il mare. Un dì, i fanciulli torneranno a giocare senza paura, e la poesia avrà vinto l'odio." Consiglio a tutti questa impegnata, colta e raffinata silloge, che invita al cambiamento, a una pace che è possibile soltanto con la presa di coscienza e con una ritrovata fratellanza tra popoli, in nome di un mondo senza odio e violenza, rifiorito di bellezza.

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