La stagione dell’acquario è un romanzo introspettivo e delicato, che esplora solitudine, legami e il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. La protagonista è Vigga, una ragazza che vive ai margini delle aspettative sociali più comuni: poche certezze, rapporti complicati, una costante sensazione di distanza dagli altri. L’unico punto fermo è Maiken, un’amicizia quasi totalizzante, che per Vigga rappresenta una forma di equilibrio. Quando Maiken le annuncia di aspettare un bambino, quell’equilibrio cambia. L’autrice racconta molto bene questo passaggio: non come una frattura evidente, ma come una distanza nuova, costruita su piccoli silenzi e pensieri trattenuti. È uno degli aspetti più riusciti del romanzo: l’amicizia è il punto di partenza per una riflessione più ampia su ciò che accade quando le vite delle persone smettono di procedere allo stesso ritmo. 🐙 Il lavoro temporaneo di Vigga in un grande acquario diventa allora molto più di un semplice sfondo narrativo. L’acquario è uno spazio chiuso e trasparente, un luogo in cui osservare ed essere osservati, capace di riflettere la condizione interiore della protagonista. Al centro di questo percorso c’è Rosa, un polpo. Non un semplice simbolo, ma una presenza viva, silenziosa e sorprendente. Proprio per questo diventa per Vigga una sorta di specchio: entrambe sembrano abitare una zona di confine tra desiderio di contatto e bisogno di mantenere intatta la propria natura. Avevo già apprezzato l’autrice con L’ora di Agathe, ma qui, a mio parere, si supera. La sua scrittura è leggera e scorrevole, ma capace di affrontare temi profondi. La formazione in psicologia dell’autrice si percepisce nel modo in cui costruisce i personaggi: non attraverso grandi eventi, ma attraverso gesti minimi e movimenti interiori. Il cuore del romanzo è tutto qui: in superficie appare poco, ma sotto quella quiete si muove tutto ciò che conta.
La stagione dell'acquario
Nella Stagione dell’acquario, Anne Cathrine Bomann azzera la distanza cognitiva ed emozionale che può separarci dagli altri animali e, in un romanzo intenso e tutto al femminile, ci racconta di un’amicizia come dovrebbe essere: un cambiamento di prospettiva, capace di suscitare nuovi interrogativi, etici, filosofici ed esistenziali.
«Non sarebbe infatti azzardato sostenere che La stagione dell'acquario sia a tutti gli effetti un romanzo sull'alterità, sul fatto che il riconoscimento di sé stessi non possa che derivare da un dialogo incessante con le vite che ci circondano, siano queste umane o non umane.» - Danilo Zagaria, La Lettura
Per la giovane Vigga «la sensazione di essere esclusa è come il respiro: banale, costante». La sua vita è fatta di isolamento, mezzi impieghi fallimentari, un amore andato in malora, nessuna aspirazione, nessuna ambizione. Nemmeno il nuovo lavoro temporaneo nell’enorme, futuristico acquario della sua città sembra accendere in lei uno sprazzo di interesse. Se riesce a tirare avanti, è solo grazie a un unico legame significativo, l’amicizia totalizzante con Maiken. E quando Maiken le annuncia di aspettare un bambino, la paura dell’abbandono rischia di spezzare il fragile equilibrio del suo mondo. Ma proprio mentre l’amica imbocca il percorso che la porterà alla formazione di una famiglia tradizionale, Vigga trova la sua sorprendente ancora di salvezza in una connessione interspecie, quella con Rosa, un polpo. Sarà un animale, con la sua intelligenza aliena, decentralizzata, la sua natura solitaria e le sue ventose sul vetro dell’acquario in cerca di una via di fuga, a fare da specchio perfetto per una donna che si sente fuori posto tra gli esseri umani. E poco a poco questo strano legame, con i suoi momenti di gioia e le sue vicende dolorose, indicherà a Vigga nuove vie verso la comprensione di sé e verso l’accettazione dell’alterità.
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Anno edizione:2026
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Pagine_e_inchiostro 25 giugno 2026La stagione dell’acquario
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